Il lettore ideale applica in modo inflessibile le norme e i precetti che ciascun libro crea per sè.

Il lettore ideale non si preoccupa degli anacronismi, della veridicità documentale, dell’esattezza storica, della precisione topografica.
Il lettore ideale non è un archeologo.
Il lettore ideale è capace di innamorarsi di uno dei personaggi del libro.
Il lettore ideale è incolpevolemente eccentrico.
Il lettore ideale fa proseliti.

Scrivere sui margini è segno distintivo del lettore ideale.
Il lettore ideale deve essere disposto non solo a sospendre l’incredulità, ma ad abbracciare una nuova fede.
Il lettore ideale non esaurisce mai la geografia di un libro.
L’esperienza offusca alcune letture.

Il lettore ideale si allontana per qualche giorno . Chi passasse di qui si legga il resto. E lo ringrazi della sua asssenza.